Indagini in sito e sistema di monitoraggio strutturale evoluto su un manufatto monumentale allo stato di rudere: un caso studio di tutela e conservazione del patrimonio storico lucano.
Ing Antonio Amalfi | Meccaingeneria srl, Ing Lucia Rosaria Mecca | Meccaingegnaeria srl
La tutela delle strutture monumentali vincolate richiede strumenti conoscitivi non invasivi capaci di restituire un quadro affidabile del comportamento reale del manufatto, specialmente quando l’edificio versa in stato di rudere ed è particolarmente esposto all’azione degli agenti degradanti. Il caso della Chiesa Diruta, nel Rione Colombo del Comune di Grottole (MT), mostra come un piano integrato di prove in sito e monitoraggio strutturale statico in continuo possa supportare la conoscenza dello stato di conservazione di un edificio storico esposto da tempo agli agenti atmosferici, costituire un presidio per la raccolta di dati diagnostici a supporto dello studio degli interventi di ripristino, e fornire gli elementi conoscitivi necessari a un sistema di gestione della fruizione turistica del monumento da parte dell’Amministrazione, pur in presenza di parti da sottoporre a sorveglianza a causa dell’alta vulnerabilità strutturale.
Il contesto: un rudere monumentale esposto ad azioni degradanti
La Chiesa Diruta sorge nel tessuto storico di Grottole, in provincia di Matera, e si presenta oggi priva di copertura, con le volte e la cupola ellittica parzialmente crollate e le murature perimetrali esposte al cielo aperto. Gli elementi voltati costituiscono un sistema strutturale complesso, frutto di alterazioni costruttive successive, oggi sollecitato da condizioni al contorno profondamente diverse da quelle dell’opera originaria.
L’assenza di copertura comporta un’esposizione diretta di intradossi, piedritti, giunti di malta e delle unità tecnologiche superstiti al dilavamento meteorico e ai cicli di gelo-disgelo, con conseguente accelerazione dei fenomeni di degrado tipici delle murature storiche e una potenziale alterazione nel tempo delle condizioni di vincolo tra gli elementi strutturali superstiti. È in questo quadro che si inserisce lo studio commissionato dal Comune di Grottole a MeccaIngegneria, che, insieme al Prof. Matteo Felitti, ha definito il piano delle indagini specialistiche e il sistema di monitoraggio strutturale del manufatto.
Dalla contestualizzazione al piano di indagine
Come per ogni intervento su strutture esistenti, la definizione del piano di indagine non può prescindere da una preliminare contestualizzazione del quadro patologico: solo comprendendo se le manifestazioni di dissesto osservate siano riconducibili a fenomeni pregressi, stabilizzati, o a processi evolutivi in atto, è possibile calibrare tipologia, numero e disposizione degli strumenti di controllo. Per la Chiesa Diruta il piano di indagine è stato articolato su due livelli complementari: una campagna di prove in sito puntuali, finalizzata alla caratterizzazione geotecnica e strutturale, e un sistema di monitoraggio statico in continuo, destinato a restituire l’evoluzione nel tempo del comportamento della struttura.
La campagna diagnostica: coniugare conoscenza e fruizione
La campagna diagnostica ha previsto due tipologie di prove in sito, tra loro complementari, individuate non solo in funzione della caratterizzazione strutturale del manufatto, ma anche di un obiettivo più ampio perseguito dall’Amministrazione comunale.
È scelta di rilievo dell’Amministrazione non limitarsi alla sola messa in sicurezza del bene, ma voler perseguire, parallelamente al percorso conoscitivo e diagnostico, la restituzione della Chiesa Diruta alla fruizione pubblica. Priva di copertura e con la volta aperta sul cielo, la chiesa si presta infatti a diventare la scena naturale di un palcoscenico di grande suggestione, di rilevanza ambientale, storica e culturale: le stesse vicende che ne hanno determinato il danneggiamento e la parziale distruzione le hanno restituito, nel tempo, una conformazione inconsueta e di notevole valore scenico, che l’Amministrazione ha scelto di valorizzare. È proprio questa duplice esigenza — tutela strutturale e continuità d’uso — a richiedere un piano di studio capace non solo di leggere lo stato di conservazione del manufatto, ma anche di verificarne la compatibilità con un utilizzo pubblico e temporaneo degli spazi, correttamente vincolato e reso trasparente al visitatore attraverso un’adeguata comunicazione delle aree sorvegliate e dei percorsi consentiti.
Di fronte a un manufatto di forte valore identitario per la comunità, l’Amministrazione, piuttosto che operare la chiusura precauzionale dell’area fino al completamento della messa in sicurezza, ha preferito mantenere il monumento fruibile durante l’intera fase di monitoraggio, attraverso percorsi di visita opportunamente delimitati, accompagnando tali delimitazioni con la scelta di spiegare al visitatore cosa viene monitorato, con quali strumenti e per quale finalità. In questo modo il periodo di osservazione diventa occasione di comunicazione attiva verso la cittadinanza e i visitatori, rendendo trasparente il percorso che condurrà, sulla base dei dati raccolti, agli interventi di recupero.
Prova di carico su rilevati e sottostrutture
Sono state previste prove di carico su piastra finalizzate alla valutazione dei moduli di deformazione del terreno e del sottofondo indagato, al fine di verificare la fattibilità dello stazionamento in sito delle strutture ausiliari destinate ai futuri allestimenti teatrali — palcoscenici, quinte scenografiche e torri di illuminazione.
A queste prove si sono affiancate prove di carico mediante zavorre a carico distribuito, con la finalità di determinare la capacità portante di eventuali sottostrutture presenti in sito — oggi risultanti colmate e di difficile rilevazione anche mediante le indagini indirette svolte, quali scansioni georadar, prospezioni geoelettriche e carotaggi diretti nei suoli — e la relativa risposta strutturale, simulando condizioni di carico assimilabili alla folla compatta. Per il rilievo degli spostamenti indotti dal carico è stato previsto l’impiego sia di stazione totale robotica ad altissima precisione, sia di comparatori elettronici, a garanzia dell’accuratezza millimetrica richiesta da questo tipo di prova.
Il sistema di monitoraggio strutturale statico in continuo
A completamento delle indagini puntuali, è stato installato un sistema di monitoraggio strutturale statico in continuo, a controllo remoto, composto da trasduttori di spostamento e inclinometri superficiali, distribuiti sugli elementi strutturali ritenuti più significativi ai fini del controllo del comportamento del manufatto — pilastri, arconi e imposte della cupola.
Ogni punto di misura è collegato a una centralina di acquisizione che trasmette i dati in remoto, senza necessità di presidio continuativo in sito. Il sistema garantisce la trasmissione di report periodici e consente al Committente l’accesso ai dati di monitoraggio in tempo reale, in piena autonomia. Il monumento risulta così presidiato secondo un principio che si va consolidando quale punto fermo nella pratica del controllo strutturale: la conoscenza continua del comportamento reale della struttura quale premessa indispensabile per qualunque strategia di intervento e conservazione preventiva.
Installazione in quota
I punti di controllo, collocati in prossimità delle imposte degli arconi e della cupola, hanno richiesto l’impiego di piattaforme aeree per l’accesso in quota in condizioni di sicurezza, in un contesto operativo reso complesso dall’assenza di solai intermedi e di percorsi di accesso strutturati, tipico degli interventi su ruderi monumentali.
Verso la conservazione preventiva
L’integrazione tra prove di carico puntuali e monitoraggio statico in continuo consente di superare la lettura episodica dello stato di conservazione di un manufatto, restituendo invece un quadro evolutivo e aggiornato del suo comportamento strutturale. Per un edificio come la Chiesa Diruta, privo di copertura ed esposto da tempo agli agenti atmosferici, questo approccio rappresenta lo strumento più efficace per rilevare precocemente eventuali fenomeni evolutivi, validare nel tempo le condizioni di stabilità e impostare, su basi oggettive, le future strategie di consolidamento e recupero del bene, accompagnando con dati aggiornati nel tempo il percorso di restituzione del monumento alla comunità come spazio di fruizione culturale in sicurezza.
L’esperienza condotta a Grottole si inserisce nel solco di analoghe campagne di monitoraggio strutturale non invasivo su beni monumentali complessi, e conferma come la sinergia tra indagini diagnostiche in sito e sistemi di controllo remoto costituisca oggi uno standard metodologico maturo per la tutela del patrimonio storico, anche minore, del nostro Paese.

